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Anche in Romania i distratti non mancano |
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P. Giuseppe Rubino parte con il pulmino da Mărăcineni per raggiungere le Suore della Carità che vivono nella città di Piteşti. Finita la visita torna a casa con il maxitaxi… Naturalmente poi un altro ha dovuto accompagnarlo di nuovo dalle Suore per riprendere il pulmino. |
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Fino a metà strada |
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Erano i tempi dell’inizio di quella che sarebbe diventata la comunità di Passirano: Tre Oblati vivono in una cascina, ma finalmente hanno trovato una casa più degna da comprare ad un prezzo accettabile. P. Fausto telefona al provinciale: “Abbiamo trovato una casa adatta per la comunità, costa solo… milioni”. Il Provinciale: “La comunità fino a dove può venirmi incontro”. “Fino a Bologna!”, suggeriscono gli altri due Oblati che assistono al colloquio telefonico. |
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La colonna di chi è? |
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P. Raffaele Grasso accompagna un gruppo di amici dello Scolasticato in una visita a Roma. Giunto davanti alla Colonna Traiana comincia a spiegare: “Ecco, su questa colonna è stata messa la statua dell’Immacolata ed ogni anno l’8 dicembre il Papa…”. Mentre spiega guarda su e vede una statua con una barba: “è quella di S. Pietro… Ed ora andiamo perché abbiamo tanti altri luoghi da visitare” si affretta a precisare p. Raffaele. |
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Padre Pompei |
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In quel di S. Pio X di tanti anni fa si scava un pozzo. P. Pompei, oblato tuttofare, scende a circa 30 metri di profondità per sistemare un tubo. Disgrazia vuole che ad un certo punto il tubo che sta scendendo piano piano si sgancia dalla fune e precipita giù. Tutti alla superficie sono sicuri che l’irreparabile sia avvenuto e cominciano a gridare: “Padre Pompei! Padre Pompei!” Nessuna risposta. “Padre Pompei! Padre Pompei”… dopo cinque minuti di silenzio si sente la voce di p. Pompei: “Che c’è?”. “Perché non rispondevi?”. “Per non farvi spaventare!”. |
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La somma che fa la differenza |
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La somma di tre tedeschi fa un esercito. La somma di tre italiani fa un ristorante. La somma di tre ebrei fa quattro sinagoghe. La somma di tre oblati, fa almeno cinque missioni. |
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Il punto di vista |
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In un orfanotrofio in Romania una sveglia ragazzina fa notare: “Io e mio fratello siamo gemelli, ma mio fratello è più piccolo di me, perché è nato due anni dopo”. |
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Pubblicità non oblata |
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Strano ma vero. Una lettera ricevuta al Convento dei Missionari Oblati in quel di Ripalimosani con il seguente indirizzo: “Ai Visionari Abbati di Maria Immacolata”. Per fortuna si trattava di pubblicità, ma non per gli Oblati! |
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L'Annunziata |
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Eccoci per la prima volta a Tarquinia. Armati di una guida vogliamo visitare la Chiesa dell’Annunziata. Indecisi sulla strada da prendere arriviamo in una piazza. Per fortuna affacciata ad una finestra c’è una Signora che ci osserva. - Scusi, Signora sa dirci dov’è l’Annunziata? - Abita un po’ più avanti a sinistra, ci risponde dopo qualche attimo di esitazione. |
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Chi ci ha visto? |
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Una sera p. Raffaele entra nella sala di comunità oblata dell'Assunta dove Fr. Pasqualino, da solo, segue con attenzione un programma alla TV. P. Raffaele gli chiede: "Fr. Pasqualino, cosa stai vedendo?". E lui di rimando: "Chi ci ha visto?". |
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Sapienza oblata antica |
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“Non fa male quello che mangi da Natale a S. Stefano, ma quello che mangi da S. Stefano a Natale!”. |
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In quel di Patti, una volta |
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P. Arrigo, pattense di origine, quando andava a Patti per le vacanze spesso passava per la comunità oblata e magari si annunciava così: “Sono il vescovo”! Un giorno all’ora di pranzo suona il campanello e P. Barba al citofono chiede: “Chi è?” “Sono il vescovo.” “Ma che vescovo e vescovo, piuttosto prendi quel sacco di patate e portale su!” Quella volta era proprio il vescovo, Mons. Pullano, che, alle scuse di P. Barba, per fortuna, rispondeva con un bel sorriso! |
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A chi bussa sarà aperto |
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P. Ettore in quel di Vernicino di una volta bussa ad una porta. Nessuno apre, ribussa ancora e poi sbotta: “Ma qui non c’è nessuno”. Era la porta di un corridoio. |
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Fr. Andrea, telefonista oblato |
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“Pronto, Missionari Oblati?!” “Si, purtroppo!” |
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Una retro in due |
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Alla fine di una lunga giornata di missione terminata con il centro di ascolto serale per giovani, P. Giovanni Fustaino e un paio di giovani del MGC si mettono in macchina per rientrare a casa. P. Giovanni, alla guida, dovendo fare manovra, si volta verso uno dei giovani seduto al suo fianco e gli dice: "Sono proprio stanco. Senti facciamo una cosa: io metto la retromarcia e tu guardi indietro". |
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Dillo come vuoi |
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Nel corso di una
missione popolare ad Angri (SA), durante i miei primi anni di sacerdozio,
facendo un centro di ascolto con gli uomini parlavo della sofferenza di Gesù
in croce. Volendo usare dei termini precisi e chiari, avevo difficoltà a
trovare le parole giuste. Proprio non arrivavano. Mi sono lasciato sfuggire
questa frase: "Ma non so proprio come spiegarlo, come dirvelo..." al che per
pronta risposta un uomo - chiaramente spazientito della mia indecisione -
sbotta: "Patre, ma dicitecelo com' o sapite!". |
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Acqua virtuale |
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Nei primi mesi dell’attuale composizione della comunità oblata di Catanzaro mancava l’acqua. Si era a pranzo e P. Giovanni aprendo il rubinetto e vedendo scorrere l’acqua dice: “E’ tornata l’acqua”. P. Pasquale apre anche lui il rubinetto e pur vedendo scorrere l’acqua dice: “Adesso vado a controllare su internet se l’acqua è veramente arrivata!” Dopo un po’ritorna: “Sì l’acqua è veramente tornata, lo dice la pagina internet del comune di Catanzaro!” |
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Le calorie del lavoro |
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La comunità di S. Pio X è riunita a pranzo e come tante volte si parla di quel che si mangia e di quanto si mangia. P. Trusso, che dedica la sua vita soprattutto allo studio, comincia a numerare quante calorie assumiamo ad ogni cibo che mangiamo. E Fr. Andreuccio, che dedica la sua vita soprattutto al lavoro materiale, gli fa notare: “Padre, ma perché non viene a calcolare quante calorie consumiamo quando lavoriamo?”. |
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Datti da fare |
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Qualche giorno
dopo l’ordinazione sacerdotale, uscendo dalla chiesa un ragazzino mi ferma e
mi chiede: “È vero che sei prete?” |
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Chissà chi è |
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Un giorno fr. Sisto cadde per le scale del S. Pio X. Dopo aver accertato che si trattava proprio della rottura del femore fu chiamata l'ambulanza. Mentre lo stavano trasportando all'ospedale di Maddaloni, poiché c'era traffico, l'autista inserì la sirena e poco dopo Fr. Sisto commentò: "Chissà quale povero Cristo stanno portando in ospedale". |
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Il quadro della parrocchia |
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Nella parrocchia
di Villaba parto per le benedizioni delle case armato di tutto punto con
sottana, fascia, crocifisso e un quadernetto datomi dal parroco per prendere
annotazioni sui nuclei familiari. |
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Fr. Cucco non aveva un cuor di leone… |
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Alla fine della
seconda guerra mondiale, la paura prende anche molte comunità religiose, per
cui il Superiore fa le sue raccomandazioni agli oblati: “Ora che verranno i
comunisti, può darsi che siamo chiamati a dare la vita per il Cristo… Come
hanno fatto da altre parti ci prenderanno e ci fucileranno. Ricordatevi dei
martiri che hanno dato la vita per il Cristo…” |
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Ci ho provato |
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Nella comunità oblata di Maratea, una domenica un Padre ritorna dal suo ministero, soddisfatto come il contadino del salmista che “nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni” e lo fa notare agli altri: “Oggi ho celebrato quattro messe.” Qualcuno gli fa notare: ”Non si può.” E lui tranquillo: “Io ci ho provato e ci sono riuscito!” |
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Tre Santi e una Madonna |
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Festa grande, l’8 dicembre, nella comunità di S. Maria a Vico, come in tutte le comunità oblate. Il superiore nota un bel vaso di fiori al centro della tavola e ringrazia pubblicamente Vincenzina, più che una cuoca, la mamma della comunità. E Vincenzina quasi per scusarsi si avvicina al superiore e gli sussurra: “Padre, questi fiori hanno fatto tre santi e una Madonna”. E al superiore meravigliato e perplesso, spiega: “Li ho messi a tavola per S. Andrea, il 30 novembre, per festeggiare Fr. Andrea, poi il 3 dicembre per festeggiare S. Francesco Saverio e P. Di Nunzio, il 6 dicembre per S. Nicola e P. De Cicco, ed ora anche per l’Immacolata”. |
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Una svista… evangelica |
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Dopo la revisione delle Regole del 1966, ci fu chi proponeva, giustamente, una maggior fedeltà alle origini ed alle tradizioni, ma prese una grossa svista... evangelica quando propose un articolo che suonava così: “Gli Oblati, come dice il Vangelo, cercheranno sempre l’ultimo posto, a meno che le Regole non prevedano altrimenti”. |
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Potete farvi male |
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Fr. Andrea allo
Scolasticato di Vemicino aveva la portineria come posto fisso. Vi
trascorreva quasi tutta la giornata. |
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Le folle |
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Ad Atessa era un
inverno veramente freddo. Fr. Michele è incaricato di suonare la campana e
di aprire la chiesa prima della messa celebrata alle 7.00 di mattina. Il
superiore gli fa notare che è opportuno aprire la porta della chiesa quando
suona la prima volta alle 6.30. |
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Attenzione al gas |
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Tutti i mezzi di comunicazione hanno dato la notizia che alcuni terroristi hanno messo del gas nervino nella metropolitana di Tokio. A pranzo se ne parla e fr. Michelino domanda: “Ma come hanno fatto a mettere del gas “ner vino”? |
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Mai da solo |
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Alla fine degli
sessanta Fr. Andrea fa un viaggio in nave per andare a trovare i sui parenti
in Argentina. Al ritorno la comunità lo accoglie con gioia: |
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Fatemi vedere |
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Anni ’60: vacanze estive a Consuma. Grande passeggiata al monte Falterona, alle sorgenti dell’Arno. Dopo alcune ore di cammino ecco una casa di campagna. P. Marino coglie l’occasione per chiedere quanto manca alla nostra meta. E il contadino, che sta a prendere il sole davanti casa, pronto a rispondere: “Fatemi vedere come camminate?”. |
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O.M.I. |
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Alluvione di
Firenze 1966. Fr. Giuseppe con una vecchia Seicento si reca al centro di
Firenze per dare una mano di aiuto come tanti volontari provenienti da tutto
il mondo. Indossa una tuta su cui da buon Oblato ha fatto cucire la sigla
O.M.I.. Arrivato alla periferia della città c’è un blocco stradale. Si
avvicina una guardia municipale: “Non vede che c'è un blocco. Non si può
andare più avanti”. |
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Fr. Cucco non aveva un cuor di leone… |
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C’è da vegliare un morto e il superiore lo rincorre per tutta la casa per affidare anche a lui almeno un’ora di veglia notturna. Alla fine riesce a trovarlo, ma alla proposta del superiore Fr. Cucco sbotta: “Reverendo Padre, non è sufficiente un solo funerale; domani ne vuol fare due?”. |
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Una tantum |
A tavola non manca chi prende qualche porzione supplementare che sarebbe bene evitare.
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